Futuro dell'EuropaNewsAl Parlamento UE ho lavorato per un’Europa unita, sociale e giusta

14 Settembre 2022
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Futuro dell’Europa, riforme necessarie

28.06.2021 – Scambio di vedute con i Commissario Dombrovskis, Gentiloni e Schmit sul pacchetto di primavera del Semestre Europeo – raccomandazioni per l’Italia

“L’attuale Meccanismo del Semestre Europeo non è in grado di cogliere i reali motivi di squilibrio sociale ed economico, per questo va riformato con urgenza, per una nuova governance che ci consenta davvero di valorizzare i nostri talenti e tutelare la coesione sociale.”

01.07.2022- Occupazione politiche sociali nell’area Euro 2021

“L’attuale governance europea, fondata sul patto di Stabilità e Crescita e sul meccanismo del Semestre Europeo, si sta dimostrando inadeguata a rilanciare la nuova Unione Europea nello scenario post-pandemico.”

Lavoro, una questione di dignità e giustizia sociale

25.01.2022 – Dialogo con Elisabeth Borne Ministro del lavoro, occupazione e inclusione economica francese 

“(…) La direttiva sul salario minimo, indispensabile non solo per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose; ma anche per stroncare la concorrenza sleale, dumping sociale e le delocalizzazioni predatorie che oggi minano purtroppo la credibilità del mercato interno.”

26.05.2022 – Condizioni di lavoro dignitose, diritti e protezione sociale per i lavoratori delle piattaforme. Nuove forme di occupazione connesse allo sviluppo digitale 

Dobbiamo ripartire dal rispetto del diritto ad un contratto equo e ad un salario dignitoso quali fulcro dei diritti del lavoratore, da raggiungere attraverso una contrattazione collettiva tra le parti sociali capace di definire le condizioni di lavoro di queste nuove forme di lavoro.”

12.07.2022 – Migliorare le condizioni di lavoro per i lavoratori delle piattaforme: considerazione emendamenti 

“Ridare dignità ai lavoratori ma anche per ristabilire una leale concorrenza tra le tutte imprese, digitali e non, creando un mercato più aperto e giusto con pari condizioni e pari opportunità per tutti”.

Mobilità e diritti nell’Unione europea

04.03.2021 – Condizioni di lavoro dignitose, diritti e protezione sociale per i lavoratori delle piattaforme. Nuove forme di occupazione connesse allo sviluppo digitale: considerazioni sulla bozza relazione

“Abbiamo quindi l’urgenza di una direttiva per un quadro regolamentare europeo che restituire dignità a lavoratori che non sono neanche classificati come tali ma che si trovano in una situazione ibrida tra pseudo lavoro dipendente e lavoro autonomo. Nel 2019, in Italia, i lavoratori delle piattaforme erano già oltre 210.000 e il 42% di essi non avevano un contratto di lavoro standard.”

14.06.2021 – Introduzione di un numero di sicurezza sociale europeo con una carta di lavoro personale

“La portabilità e la tracciabilità rappresentano strumenti che garantiscono la parità di trattamento dei diritti e dovrebbero essere un caposaldo della libera circolazione dei lavoratori e della nuova Europa sociale.”

01.12.2021 – Impatto delle norme UE sulla libera circolazione dei lavoratori e dei servizi: la mobilità professionale all’interno dell’UE quale strumento per far incontrare le esigenze del mercato del lavoro e le qualifiche 

“La pandemia ci ha mostrato la cruciale funzione che svolgono i lavoratori transfrontalieri per l’intera collettività, evidenziando la dipendenza che le nostre filiere produttive e di distribuzione hanno da queste persone. Ma la crisi sanitaria ha anche esacerbato tutte le storture del nostro sistema economico e produttivo, che necessitano di una pronta risoluzione.”

“(…) occorre rafforzare i meccanismi di controllo e monitoraggio sul lavoro, dato che i lavoratori stagionali e transfrontalieri, per loro stessa natura, sono tra i soggetti più esposti ad abusi e discriminazioni.”

Donne, lavoro e diritti

22.04.2021 – Audizione congiunta delle commissioni EMPL e FEMM sulla proposta della Commissione relativa a una direttiva sulla trasparenza retributiva

Lasciare che le lavoratrici combattano da sole il divario retributivo di genere è un modo per rallentare il processo verso l’uguaglianza salariale e non per accelerarlo. Le lavoratrici necessitano di essere tutelate non da generici “rappresentanti dei lavoratori” ma più specificamente dalle organizzazioni sindacali. Un loro diretto coinvolgimento è fondamentale per stabilire nella maniera più obiettiva possibile la parità di retribuzione per lavoro di pari valore così il modo in cui viene misurato il divario retributivo.”

15.11.2021 – Trasparenza retributiva

Tutte le donne europee attendono di vedersi riconosciuto il diritto fondamentale alla parità retributiva. Ritengo allora che dovrebbero essere rimessi al centro due principi:

– innanzitutto, per sostenere le donne in fase di accesso al mercato del lavoro e per tutelare la parità di genere, è essenziale che in fase di selezione del personale venga resa esplicita la retribuzione dell’offerta di lavoro;

– secondo, meccanismi che rendano riconoscibili i comportamenti discriminatori di natura organizzativa, ad esempio attraverso la modifica dell’orario di lavoro, che danneggiano le donne spesso alle prese con esigenze di conciliazione, alimentando così meccanismi di avanzamento di carriera palesemente discriminatori.”

“Per questo “Uguale salario, per uguale lavoro” non è uno slogan, ma un diritto per garantire alle donne di essere cittadine autonome e indipendenti per poter contribuire a questa fase di ripresa e di rinnovamento dell’intera Europa.”

Giovani, istruzione, formazione e futuro

13.04.2021 – “Spazio europeo dell’istruzione entro il 2025: un approccio olistico condiviso in materia di istruzione, abilità e competenze” 

Se oggi un giovane su cinque abbandona gli studi oppure non finisce in tempo il percorso di studio non abbiamo nulla di cui rallegrarci. (…) Lo Spazio Europeo per l’Istruzione rischia di aumentare le diseguaglianze se non si supera una visione elitaria dell’istruzione che concentra i finanziamenti sui poli di eccellenza, lasciando ai margini tutti gli altri. Dobbiamo offrire educazione di qualità anche nelle zone rurali, in stretta collaborazione con le vocazioni produttive dei territori, dando corpo ai Patti Locali per le Competenze.”

29.06.2021 – European Commission Consultation on Micro-credentials

“(…) Le migliori pratiche dimostrano che l’istruzione formale può generare occupazione stabile e di qualità e rappresenta l’unico strumento efficace per una riqualificazione di qualità. Per questo motivo, le micro-credenziali dovrebbero essere considerate uno strumento complementare all’istruzione formale, che rimane un bene pubblico insostituibile e l’unico in grado di preparare le persone a diventare cittadini attivi e lavoratori altamente qualificati.”

Economia sociale e transizione giusta

20.02.2020 – Proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 573/2014/UE “su una cooperazione rafforzata tra i servizi pubblici per l’impiego (SPI)”

“Anche in questo contesto è opportuno declinare il Green Deal europeo, per il quale tutte le azioni e le politiche dell’Unione sono chiamate a contribuire. Realizzare il Green Deal, infatti, significa contribuire ad accelerare la transizione verso un’economia circolare e soprattutto verso una transizione giusta e inclusiva per tutti, permettendo alle nostre imprese di trasformarsi in linea con i nuovi parametri.”
15.10.2020 – Parere su Una forte Europa Sociale per la Transizione Giusta 
È servita una pandemia per evidenziare tutti i limiti del nostro modello di sviluppo e per capire, in particolare, che il modello sociale costruito a Lisbona senza vincoli né obblighi non poteva essere vincente. Per non ripetere gli errori del passato, occorrono obiettivi chiari, vincolanti, realistici e monitorabili da inserire nel quadro del Recovery Plan e del Green New Deal; perché una Transizione Giusta non ci potrà essere solo facendo leva sulla sostenibilità economica e ambientale, tralasciando la dimensione sociale.”

Crisi ucraina, migrazione e accoglienza

17.03.2022 – Scambio di vedute con il Commissario Schmit sui rifugiati dall’Ucraina 

Sono già quasi 3 milioni i rifugiati ucraini arrivati in Europa nelle ultime due settimane e il numero è destinato ad aumentare drasticamente. Come legislatori europei siamo chiamati a trovare soluzioni strutturali per queste persone favorendone una pronta integrazione nella nostra società per garantire loro condizioni di vita dignitose.”

21.04.2022 – Scambio di vedute sul rischio di adozione illegale di bambini ucraini provenienti da istituti di accoglienza in fuga dalla guerra 

L’Unione europea deve rispondere in modo chiaro, forte e coordinato all’esodo di oltre un milione e mezzo di minori ucraini che cercano tutela e protezione nei nostri Paesi.”

“Non possiamo ripetere gli errori del passato, dobbiamo assicurare una risposta europea a tutti i minori rifugiati indipendentemente dal loro Paese d’origine.”

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