Comunicati stampaFuturo dell'EuropaPacchetto d’Autunno, liberare investimenti green dai vincoli di bilancio UE

14 Gennaio 2022
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La Commissione europea ha presentato il Pacchetto d’Autunno (European Semester for economic policy coordination: Employement and Social Aspects in the Annual Sustainable Growth Strategy 2022).

E lo ha fatto ieri, (13 gennaio 2022, ndr) in Commissione Occupazione e Affari Sociali al Parlamento europeo. Con il mio intervento ho voluto sottolineare come il Pacchetto presenti luci e ombre.

Si è concluso un altro ciclo per l’Unione europea, un ciclo iniziato sei mesi fa con la presidenza di turno slovena il cui programma blando e molto debole rispetto ai problemi che riguardano la occupazione e la dimensione sociale europea è riuscita comunque a raggiungere alcuni traguardi.

Abbiamo ottenuto diversi risultati, ad esempio, l’approvazione in Parlamento europeo della direttiva sul salario minimo. Il Consiglio dei ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali dei 27 Stati membri, nel dicembre scorso ha dato l’ok per l’avvio dei negoziati sul testo approvato in Commissione Occupazione e Affari Sociali l’11 novembre 2021.

Ora, è iniziato il trilogo sulla proposta salari minimi adeguati ed equi che ho raccontato passo dopo passo nei mesi scorsi. Il mio lavoro su questa direttiva è iniziato nell’ottobre del 2020. Seguirò anche questa nuova fase. L’auspicio è che si arrivi a una approvazione definitiva entro giugno 2022, durante il Semestre francese che ha esordito il 1° gennaio scorso.

Così come auspico che l’Unione europea riesca a raggiungere un accordo sulla revisione del Patto di Stabilità e Crescita. La revisione non può essere di facciata. Deve essere concreta, ne va della crescita economica dell’UE a lungo stritolata da rigidi vincoli di bilancio e Austerity.

Il Pacchetto d’Autunno

Il Pacchetto d’Autunno comprende:

  • L’analisi annuale della crescita sostenibile;
  • I pareri sui documenti programmatici di bilancio dei paesi dell’eurozona per il 2022;
  • Infine, le raccomandazioni per la zona euro e la proposta di relazione comune sulla occupazione della Commissione.

Il Pacchetto inoltre si fonda sulle previsioni economiche dell’autunno 2021. Secondo la Commissione, l’UE si trova in una fase espansiva. La pandemia di Coronavirus però non è ancora stata sconfitta. Cresce l’incertezza, ma anche la certezza che è necessario fare adesso scelte coraggiose per il benessere dei cittadini europei.

Sono tante le sfide che dobbiamo ancora affrontare. La più urgente riguarda sicuramente la inflazione, ma non possiamo tralasciare l’aumento della povertà compresa quella lavorativa e i rischi sempre molto alti per la tenuta della occupazione.

Liberare gli investimenti green e sociali dai vincoli del Patto di Stabilità

Il Pacchetto d’Autunno della Commissione europea presenta luci ed ombre. Da un lato, pone finalmente le basi per una nuova governance, dall’altra, presenta scenari troppo ottimistici dando già superata la pandemia, quando l’OMS ci ha avvertito che entro otto settimane un europeo su due sarà contagiato dalla variante Omicron.

In questo modo, la Commissione alimenta false certezze di crescita e sviluppo, con l’aggravante di non aver rifinanziato strumenti fondamentali contro la disoccupazione e le crisi aziendali come SURE perché si considerava superata l’emergenza.

Inoltre nella Strategia non si affronta in modo deciso il tema del dumping fiscale che resta, insieme a quello salariale, uno dei principali motivi di distorsione del mercato interno, alimentando delocalizzazioni, perdita di posti di lavoro, povertà e tensioni sociali.

In questo scenario, la battaglia sulla modifica del Patto di Stabilità diventa decisiva. Occorre un nuovo Patto di solidarietà e sviluppo, che metta al centro la persona, svincolando gli investimenti verdi e sociali dal calcolo del deficit e affrontando in modo serio e definitivo il tema del debito aggiuntivo generato durante la pandemia.

Noi del MoVimento Cinque Stelle riteniamo che sia giunto il tempo in cui l’Europa sia giudicata per il benessere che sa effettivamente generare per i suoi cittadini e non più su qualche decimale di PIL.

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