Salario minimo, direttiva in Gazzetta Ufficiale. Due anni per attuarla!

salario minimo

La Direttiva Ue 2022/2041 sul salario minimo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Da questo momento, l’Italia ha due anni di tempo per recepire le disposizioni previste dalla legge europea e introdurre questa misura fondamentale per restituire dignità al lavoro.

Uno dei primi obiettivi da raggiungere è la lotta alla povertà lavorativa. Poi, la garanzia della concorrenza leale nel mercato interno contro il dumping salariale e sociale che alimenta delocalizzazioni di tipo predatorio.

Come tutte le direttive europee, anche quella su salario minimo è vincolante per tutti gli Stati membri.

I Trattati europei infatti forniscono una definizione molto chiara di questo provvedimento. L’articolo 139 del TFU sancisce che le direttive sono vincolanti per quanto attiene il risultato.

La direttiva europea sul salario minimo lascia un ampio margine di discrezionalità agli Stati membri solo sulla scelta dei mezzi e delle forme per raggiungere il risultato stabilito. Le leggi europee devono essere attuate entro due anni dall’entrata in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Nel caso in cui lo Stato non recepisca la direttiva europea entro il termine o non la recepisca affatto si apre la procedura d’infrazione.

Salario minimo? Obiettivo dignità

Uno degli obiettivi di questa legge europea è fissare una soglia di dignità dei salari, al di sotto della quale nessun datore di lavoro può scendere. Gli Stati membri hanno l’obbligo di definire un paniere di beni e di servizi a prezzi reali da agganciare ai soli salari minimi. Non un salario minimo uguale per tutti i paesi, dunque, ma commisurato al costo della vita misurato a livello nazionale, al fine di permettergli di arrivare alla fine del mese.

Questo è un aspetto fondamentale anche per il nostro Paese, dove in questi mesi il peso dell’inflazione si sta facendo particolarmente sentire nella vita quotidiana dei cittadini. Parlare con serietà di lavoro e salari significa adottare il prima possibile misure strutturali che permettano alle retribuzioni di tornare a crescere. L’introduzione del salario minimo è una di queste.

 

Servizio offerto da Daniela Rondinelli, deputata al Parlamento europeo, non iscritti. Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.