LavoroNewsAST-Arvedi, soddisfatta, salvaguardato il sito ternano. Continuerò a vigilare

21 Dicembre 2021
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La notizia del via libera della Commissione UE all’acquisizione del sito siderurgico di AST – Acciai Speciali Terni – da parte del gruppo Arvedi dimostra che quando le istituzioni europee lavorano assieme ai territori è possibile tutelare benessere e crescita.

Seguo le vicende di AST dal giorno in cui il colosso tedesco Thyssenkrupp ha annunciato la cessione.

Sono quindi molto soddisfatta che, a seguito di contatti formali e informali, a partire dall’incontro con la commissaria Margrethe Vestager lo scorso anno, ho contribuito a salvaguardare un sito industriale strategico per l’Italia e l’Europa.

Il mio impegno per AST

Con la interrogazione parlamentare, che ho presentato a luglio del 2020, mi sono rivolta subito alla Commissione europea chiedendole di esprimersi preventivamente sulla vendita alla luce delle prescrizioni dell’Antitrust deliberate già nel 2014.

In quella stessa occasione ho messo in evidenza il rischio che la Thyssenkrupp, cedendo il solo sito siderurgico ma non i centri di servizio e di commercializzazione sparsi in Europa e in diversi Stati terzi, volesse di fatto limitare la produzione di AST al mercato nazionale.

Il primo maggio di quest’anno sono stata assieme ai lavoratori del sito siderurgico per ascoltare le loro istanze e riportarle alla commissaria Vestager che ho poi incontrato alcuni giorni dopo, il 20 maggio 2021.

Quell’incontro ha rappresentato un passo decisivo verso una nuova modalità di affrontare un problema che ha pesato per anni sulla città di Terni, sull’Umbria e frenato le potenzialità del nostro Paese e dell’Europa nel settore siderurgico.

La Commissione ha accolto le preoccupazioni dei lavoratori, delle parti sociali, dei cittadini e delle comunità locali. Ed ha svolto un ruolo sociale importante, impensabile soltanto un decennio fa.

Il futuro delle acciaierie passa dalla tutela dell’ambiente

Nella partita sulla cessione di AST la difesa dell’ambiente è stato uno dei temi emersi con maggior forza. Le parti sociali con le quali mi sono confrontata hanno chiesto:

  • una riduzione delle emissioni di gas serra;
  • il riuso e/o lo smaltimento delle scorie derivanti dalla produzione di acciaio inox e speciali.

L’Unione europea considera il settore siderurgico uno dei più inquinanti ed energivori.

Per la Commissione, la sfida principale, con il Pacchetto Fit for 55 e il Green Deal, è ridurre le emissioni di gas serra nei settori che consumano più energia. E che di conseguenza producono milioni di tonnellate di CO2 e altri gas nocivi ogni anno.

Per questo motivo sono intervenuta immediatamente quando la Commissione aveva escluso l’acciaio inox e speciali, prodotti da AST, dalla lista dell’Emission Trading System europeo (ETS).

Il 7 luglio scorso, ricorderete, ho inviato una lettera alla Presidente Ursula von der Leyen, al vice presidente Frans Timmermans e ai Commissari all’Economia e all’Energia, Paolo Gentiloni e Kadri Simson chiedendo di ripensarci.

Sapevo che la scelta della Commissione avrebbe esposto AST alla concorrenza estera che produce prodotti siderurgici a maggior impatto ambientale.

La Presidente Ursula von der Leyen, ha condiviso le mie preoccupazioni e nella risposta alla mia lettera, il 24 agosto scorso, ha fatto sapere di avere riconosciuto la fondatezza delle mie preoccupazioni, spingendo la Commissione a fare marcia indietro.

Cosa ci aspettiamo dalla nuova proprietà

La futura proprietà di Arvedi dovrà accelerare prima di tutto proprio sugli investimenti ambientali.

Poi, dovrà valorizzare il capitale umano competente; avviare un piano di internazionalizzazione. E, infine, una diversificazione intelligente della produzione nel rispetto del mercato interno europeo.

Lo scopo primario è quello di vincere la concorrenza (compresa quella sleale) dei paesi terzi.

Sono convinta che AST rappresenti davvero una eccellenza e che vada valorizzata, anche potenziando le infrastrutture necessarie per una sua auspicabile futura espansione.

Ancora una volta, anche in questa nuova fase che si sta delineando, sono pronta a fare da “ponte” tra il territorio e l’Unione europea.

Continuerò quindi a vigilare al fianco dei lavoratori e dei cittadini della conca ternana i prossimi passi della nuova proprietà.

Il mio impegno è difendere il made in Italy, affinché AST sia all’altezza delle grandi sfide del futuro.

 

Servizio offerto da Daniela Rondinelli, deputata al Parlamento europeo, membro non iscritto.
Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.

 

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