LavoroNewsSocialeCare Strategy, stop al sommerso e ai salari da fame per servizi di qualità

30 Giugno 2022
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Lo scorso 21 giugno, la Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento europeo ha dato il via libera alla CARE Strategy. Un importante progetto di relazione sul lavoro della cura e dell’assistenza che grazie alla mia proposta include anche il lavoro domestico. Il settore dell’assistenza e della cura ha la più alta incidenza di occupazione femminile e straniera, salari bassissimi, e tanto lavoro nero e irregolare.

CARE Strategy, stop all’assistenza informale e al lavoro nero

La mancanza di servizi di assistenza e di cura accessibili e di qualità e la carenza cronica di investimenti in un settore che dà lavoro a circa 6,3 milioni di professionisti, negli anni si è tradotto in una esplosione del lavoro informale. Il settore dell’assistenza e della cura, oggi in tutta l’Unione europea regge su circa 44 milioni tra lavoratori e lavoratrici in nero o irregolari.

Contro il lavoro nero e irregolare nel settore dell’assistenza e della cura, in cui il numero di donne occupate supera il 70% e le retribuzioni nel 90% dei casi sono ben al di sotto dei 9 euro lordi l’ora, il Parlamento europeo ha approvato questo importante progetto di relazione: Verso un’azione comune europea in materia di assistenza e di cura – Care Strategy. Il provvedimento è molto delicato, perché coinvolge, anche se senza menzionarle in maniera specifica, anche le imprese sociali, organizzate generalmente in cooperative. Proprio le cooperative offrono i servizi di assistenza e di cura che lo Stato e gli enti locali non sono in grado di garantire.

Le mie proposte di modifica

Con i miei emendamenti, che sono stati in larga parte inclusi nella relazione finale, ho contribuito a migliorare questo importante testo. Ho infatti proposto di rafforzare il settore dell’assistenza e della cura, avendo come obiettivo la qualità dei servizi e delle attività, da garantire a tutti sia nel pubblico sia nel privato e da adattare alle esigenze delle singole persone. La qualità dei servizi e delle attività di cura e di assistenza dipende sicuramente da quella della forza lavoro. Per questo, ho chiesto condizioni dignitose, salari adeguati e formazione professionale, anche per i lavoratori domestici.

Per la prima volta, grazie alla mia proposta, il lavoro domestico viene considerato al pari di quello svolto dai professionisti dell’ambito socio-sanitario. L’obiettivo è combattere forme di lavoro non dichiarato o sotto-dichiarato; condizioni di sfruttamento; isolamento sociale e violazione sistematica dei diritti delle lavoratrici. Inoltre, ho chiesto che il settore sia reso più attrattivo per gli uomini.

I cambiamenti demografici, l’invecchiamento della popolazione e le riforme connesse alla transizione verde e digitale in Europa amplieranno la domanda dei servizi di assistenza e di cura. In futuro vi sarà una pressione sempre più difficile da gestire dinanzi a una forza lavoro mal pagata e a scarsi investimenti. Conferire priorità all’assistenza e alla cura degli anziani, dei disabili e dei minori nelle politiche europee e nazionali è l’unica risposta praticabile per affrontare tutte queste sfide. Che sono diventate molto chiare con la pandemia di Covid-19.

Care Strategy

CARE Strategy, il piano dell’Italia

La futura strategia europea per l’assistenza e la cura deve gettare le basi per una riforma dei sistemi socio-assistenziali negli Stati membri, in Italia attesa da tempo. La Strategia CARE servirà a rafforzare il pilastro europeo dei diritti sociali e a garantire maggiore resilienza, per affrontare meglio le crisi future. Il nostro Paese può contare oggi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che offre una grande opportunità di investimento e di contrasto al lavoro illegale – nero o non retribuito. La missione 6 PNRR, infatti, prevede investimenti volti al miglioramento delle prestazioni mediche e di assistenza alla persona erogate sul territorio.

L’obiettivo sarà raggiunto attraverso il potenziamento e la creazione di strutture e presidi territoriali, come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità. Il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, per raggiungere il 10 per cento della popolazione con più di 65 anni. In particolare coloro che hanno patologie croniche o che non sono autosufficienti. Lo sviluppo della telemedicina e l’assistenza remota.

Assistenza e cura, basi essenziali per l’Europa sociale

È fondamentale garantire dignità, indipendenza, autonomia, benessere e partecipazione alla vita sociale attraverso un’assistenza di qualità sia pubblica sia privata. Che sia accessibile dal punto di vista economico e territoriale e che si adatti alle esigenze delle singole persone. Per farlo, dobbiamo combattere la piaga dei salari da fame applicando intanto la legge europea sul salario minimo. Importante strumento legislativo per combattere la povertà lavorativa ma anche il divario salariale di genere.

La Strategia CARE, assieme alle risorse europee del Pnrr, serviranno ai territori per investire di più e meglio dopo anni e anni di tagli alla spesa socio-assistenziale. Ritengo che questa Strategia del Parlamento UE rappresenti un altro importante tassello dell’Europa sociale. Un chiaro indirizzo normativo per costruire servizi di assistenza e di cura senza informalità, orari di lavoro insostenibili, salari indecenti, mancanza di formazione professionale e, infine, pessime condizioni di salute e sicurezza.

 

Servizio offerto da Daniela Rondinelli, deputata al Parlamento europeo, membro non iscritto.
Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.

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