Comunicati stampaLavoroLavoratori delle piattaforme, serve una direttiva per tutelarli. L’Ue acceleri

14 Settembre 2021
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Lavoratori delle piattaforme – Il Parlamento europeo si appresta a votare una risoluzione che ha una valenza storica. Per la prima volta, si prende una posizione netta a difesa dei lavoratori delle piattaforme. Vittime in tutta Europa di sfruttamento e precarietà, basati su indeterminatezza giuridica, salari indecenti e algoritmi opachi e pervasivi.

Serve una direttiva europea che sancisca in modo inequivocabile che i lavoratori delle piattaforme sono lavoratori subordinati, invertendo l’onere della prova in capo alle aziende. Esigendo trasparenza e accessibilità sugli algoritmi. Infine, eliminando ogni riferimento ad un ‘terzo status’ che potrebbe aprire la via a nuove forme di dumping fiscale e salariale.

Il Movimento 5 Stelle ha contribuito in modo decisivo alla versione finale della risoluzione, grazie a diciannove emendamenti tutti inclusi nei compromessi.

 

Lavoratori delle piattaforme, la direttiva “architrave” di una ripresa equa e sostenibile

Insieme a quelle su diritto alla disconnessione e salario minimo, la nuova direttiva, che auspichiamo venga presentata quanto prima dalla Commissione europea, sarà l’architrave su cui edificare una ripresa socialmente equa e sostenibile. Sarà un intervento normativo in grado di assicurare tutele al passo con le trasformazioni del mondo del lavoro e realizzare il nuovo modello sociale europeo.

Il 13 settembre 2021, si è svolta la Plenaria al Parlamento europeo, durante la quale i gruppi hanno discusso e votato il testo della Relazione Condizioni di lavoro dignitose, diritti e protezione sociale per i lavoratori delle piattaforme – Nuove forme di occupazione connesse allo sviluppo digitale.

La discussione e la votazione finale si è svolta in assenza di emendamenti. Dopo il lavoro svolto dalla Commissione Occupazione e Affari Sociali e da tutto il Parlamento, l’Unione europea deve giungere a una direttiva nel più breve tempo possibile. Entro il 2022 durante il Semestre di presidenza francese.

 

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