LavoroNewsLorenzo Parelli, la sicurezza dei nostri giovani sia la priorità

10 Febbraio 2022
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Al Parlamento europeo è in discussione la Strategia salute e sicurezza. Per migliorare questo testo, che ho sempre definito eccessivamente generico, ho presentato 18 emendamenti. Diciassette hanno avuto il voto positivo della Commissione Occupazione e Affari Sociali.

Lorenzo Parelli, l’obiettivo “Zero morti bianche” è ancora lontano

Nelle stesse settimane in cui si discuteva il Quadro Strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il 2021-2027, migliaia di studenti italiani sono scesi in piazza per manifestare la loro rabbia e la loro indignazione per la morte del giovane Lorenzo Parelli.

Il diciottenne è morto schiacciato da una putrella di 150 tonnellate mentre purtroppo stava svolgendo il proprio lavoro in assenza della supervisione di un tutor durante il suo ultimo giorno di stage. Presto, avrebbe concluso il percorso di studi pronto ad affacciarsi al mercato del lavoro.

La scomparsa del giovane Lorenzo resti un ‘faro’, per avviare una riforma più ampia e più incisiva sulla salute e la sicurezza dei lavoratori in Italia e in Europa. Un impegno a cui la politica nazionale ed europea non può più sottrarsi.

E’ ingiusto che migliaia di uomini e di donne muoiano lavorando. Figuriamoci un ragazzo che guardava solo al proprio futuro. I numeri relativi agli incidenti sul lavoro, purtroppo, restano impressionanti.

Nell’UE almeno tre persone al giorno, in media, muoiono per un incidente sul lavoro. Nel nostro Paese, solo nel 2021, l’INAIL ha accertato oltre mille e cento vittime.

Di questo passo sarà difficile, se non impossibile, per l’Italia e per l’Unione europea rispettare l’ambizioso obiettivo delle “Zero morti bianche” a cui punta la Strategia stessa. 

Dalla scuola al lavoro, la sicurezza al primo posto

L’alternanza scuola-lavoro, che coinvolge oltre un milione e mezzo di giovani in Italia, nota anche come riforma della Buona scuola o sistema duale, non è certo una novità.

In molti Paesi europei, infatti, questo modello, è pensato per coniugare l’apprendimento teorico con quello pratico. E aiuta milioni di ragazzi ad avvicinarsi al lavoro tecnico professionale per il quale si sentono più portati.

Ho provato profondo sconforto nell’osservare come nella casistica italiana ed europea, stilata dall’Agenzia UE per la salute e la sicurezza sul lavoro, (EU-OSHA) non manchino casi in cui anche i giovani siano state vittime di un incidente proprio mentre erano in formazione o stage.

Così come mi ha molto colpito la reazione dei tanti ragazzi e delle tante ragazze scesi in piazza in questi giorni per manifestare la loro rabbia e la loro paura per quanto accaduto a Lorenzo Parelli. Con loro c’erano anche i docenti, i quali con una lettera aperta chiedono più sicurezza per i loro studenti.

Il diritto alla supervisione per gli stagisti in azienda

La morte di Lorenzo non deve rimanere un simbolo di protesta. Deve invece trasformarsi nella principale ragione perché si modifichi il sistema duale. Come? Intanto, introducendo il diritto alla supervisione. Affinché nessun ragazzo sia costretto a svolgere delle mansioni nelle aziende senza una guida o un tutor e uno spazio formativo e didattico sulla sicurezza negli ambienti di lavoro.

Solo così gli stage in azienda, previsti dall’alternanza scuola-lavoro, possono essere una occasione di reale arricchimento e apprendimento per i nostri ragazzi.

Che si preparano a diventare adulti in un mondo in cui purtroppo si muore ancora troppo spesso per il lavoro.

I giovani al centro delle politiche UE nel 2022, quale occasione migliore

Quale occasione migliore per fare questa riflessione nell’Anno europeo della gioventù. L’obiettivo che ci siamo posti per il 2022 è quello di ascoltare le istanze delle ragazze e dei ragazzi. E dare loro l’opportunità di proporre idee per il futuro.

Oggi più che mai, portare i giovani al centro delle politiche europee è una delle mie principali missioni. L’ho fatto con la direttiva europea sul salario minimo. Una delle misure sociali che i giovani chiedono con urgenza perché il loro ingresso nel mercato del lavoro non è retribuito dignitosamente ma con salari bassissimi.

A ciò si aggiunge anche l’uso distorto che si sta facendo dei tirocini, degli stage e degli apprendistati, in modo particolare nel nostro Paese. Anche se questo è un problema fortemente sentito in tutta l’Unione europea.

Di stage, tirocini e apprendistati ve ne sono ancora molti non retribuiti. O con rimborsi spese da fame a fronte di prestazioni lavorative dove i giovani esprimono il meglio di loro stessi in termini di innovazione e creatività.

Con il Next Generation Eu intanto i singoli Stati possono iniziare a lavorare proprio su adeguate politiche attive del lavoro per contrastare anche questo tipo di abusi e di disuguaglianze. Tali risorse non sono di chi decide dove investirle ma delle future generazioni.

 

 

 

Servizio offerto da Daniela Rondinelli, deputata al Parlamento europeo, non iscritti.
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