Viaggio nei territori, dalle regioni a Bruxelles il mio impegno per i cittadini

viaggio nei territori

Il 15 settembre scorso ho preso parte al presidio permanente del Collettivo di Fabbrica della GKN di Campi Bisenzio.

Assieme al presidente del MoVimento Giuseppe Conte e al vice ministro allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, ho ascoltato le istanze e le preoccupazioni degli operai dello stabilimento di proprietà del fondo anglosassone Melrose. Che, nel luglio scorso, aveva dato il via al licenziamento collettivo con lo scopo di chiudere per sempre l’attività.

 

Viaggio nei territori, la tappa significativa alla GKN di Campi Bisenzio

Due settimane dopo quell’incontro i giudici del Tribunale di Firenze hanno accolto parzialmente il ricorso presentato dalla FIOM-CGIL contro i licenziamenti collettivi che l’azienda ha avviato in violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.

La pronuncia con cui è stato accolto il ricorso infatti sostiene che l’azienda abbia adottato una condotta anti-sindacale, informando i dipendenti del licenziamento per whatsapp e per mail, sfruttando il periodo delle ferie estive ed estromettendo i rappresentanti dei lavoratori senza dare spazio a proteste, scioperi o a un incontro tra tutte le parti interessate.

Questa prima tappa del mio viaggio tra Toscana, Marche, Umbria e Lazio è stato sicuramente il più significativo.

La GKN si era già in passato contraddistinta per volere delocalizzare la produzione in Polonia. Pur non avendo dato seguito a questo annuncio, ha scelto di chiudere l’attività in modo improvviso senza rispettare le norme nazionali che tutelano sì la libertà di stabilimento ma anche e soprattutto il diritto dei lavoratori a essere informati in modo congruo delle scelte aziendali.

Credo, dunque, anche nell’ottica dell’attività parlamentare che porto avanti a livello europeo, che la riforma anti delocalizzazioni Todde e Orlando sia un primo passo importante per il mercato del lavoro, per le imprese che operano sul territorio italiano e per ridare la dignità che meritano ai lavoratori italiani.

Durante il presidio alla GKN di Campi Bisenzio, il 15 settembre scorso

Viaggio nei territori, le altre vertenze: da Piombino all’AST di Terni

Ma nella regione Toscana ci sono altre importanti vertenze in corso che continuerò a seguire da vicino. A Piombino, ad esempio, diversi consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle hanno chiesto di incontrarmi già tra la fine di ottobre e l’inizio del mese di novembre. E ho in programma una visita ufficiale agli stabilimenti produttivi.

Nella seconda metà del mese di settembre, Invitalia è entrato ufficialmente nelle acciaierie di Piombino dove l’indiana Jindal nel 2018 aveva rilevato, per circa 100 milioni di euro, il sito Aferpi dal gruppo algerino Cevital.

Jindal si era impegnata a rilanciare la produzione di acciaio e a costruire due forni elettrici per una produzione di almeno due milioni di tonnellate. Come quelli algerini, anche i progetti indiani sono stati disattesi.

Tra le tante promesse, quella di un ritorno a ritmi produttivi elevati e il graduale passaggio agli altoforni elettrici. Jindal ha dunque ripetutamente rinviato il piano di rilancio del sito siderurgico toscano fino alla svolta, arrivata nel 2020.

Quando l’allora governo, guidato da Giuseppe Conte, ha aperto a un intervento dello Stato per acquistare Piombino. Ora il governo di Mario Draghi prosegue su questa strada, con l’intenzione di rilevare il 49% della proprietà.

 

Il caso Elica

Da tempo seguo anche un’altra importante realtà industriale. L’azienda Elica non ha rispettato la promessa di compensare il trasferimento di una parte della produzione in Polonia. Circa 400 posti di lavoro, con 100-150 dipendenti da reimpiegare in Italia per effetto del reshoring.

Il disatteso impegno assunto da parte di Elica alimenta polemiche e incertezze. L’iniziale incontro previsto al MISE per il 28 settembre è slittato al 19 ottobre in occasione del quale si dovrebbe raggiungere un accordo finale.

In attesa di sapere quale sarà l’esito della riunione, ho pensato di presentare una interrogazione al Parlamento europeo per chiedere alla Commissione come intende gestire situazioni di delocalizzazione “selvagge” alimentate dai bassi salari dei Paesi dell’Est Europa.

 

Il caso AST e il salvataggio dell’acciaio di qualità

Infine, l’intervento per salvaguardare un’altra eccellenza industriale, AST. Ho già raccontato infatti come abbiamo evitato che l’esclusione inizialmente proposta dalla Commissione europea degli acciai inox e speciali dalla lista dell’Emissions Trading System nel regolamento CBAM penalizzasse l’azienda umbra.

Il mio impegno a tutela di AST non è finito. Sto seguendo con attenzione gli sviluppi della cessione ad Arvedi di cui aspettiamo di conoscere nel dettaglio il piano industriale.

Intanto, crediamo che l’acquisizione da parte di Arvedi sia per ora un buon segnale per l’Italia perché dopo anni la produzione siderurgica umbra torna nelle mani di un partner nazionale.

Questa, ma anche altre vertenze aziendali, credo richiedano tutto l’impegno necessario da parte della politica. Affinché l’Italia non perda la ricchezza che queste aziende rappresentano per i territori sia a livello economico sia a livello occupazionale.

La buona politica è anche ascolto e prossimità

Durante il viaggio nei territori, ho toccato con mano la necessità di accompagnare cittadini ed enti nella ripresa post Covid nella prospettiva di un uso efficiente delle risorse destinate alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

I territori devono tornare a essere in assoluto i primi interlocutori della politica.

La buona politica infatti è tale quando si contraddistingue per la capacità di ascolto dei cittadini, delle imprese, degli enti che ogni giorno operano sul territorio e che in tante occasioni si adoperano per migliorare la comunità in cui vivono a ogni livello: sociale, occupazionale ed economico.

Il distacco dai territori è un deficit per la politica. Per questo il viaggio nei territori fatto assieme al presidente del Movimento 5 Stelle ha come unico scopo quello di riportare la politica tra la gente.

Da Sesto Fiorentino passando per Prato, Montevarchi, San Sepolcro, Città di Castello, Assisi e Spoleto. Ho avuto modo di conoscere tanti consiglieri e candidati del MoVimento che hanno chiesto il mio supporto, in particolare in settori di cui mi occupo al Parlamento europeo: agricoltura, occupazione e affari sociali.

Nelle Marche sono stata accolta con calore e partecipazione, per questo voglio ringraziare Roberto Ascani, già sindaco uscente di Castelfidardo, che mi ha chiesto di sostenere la candidatura della Fisarmonica come patrimonio immateriale dell’UNESCO. O ancora un sostegno per un progetto di rilancio dello studio della Fisarmonica destinato soprattutto ai giovani.

Anche nel Lazio l’incontro di candidati e cittadini è stato proficuo. In almeno due occasioni mi è stato chiesto un supporto per realizzare progetti per il territorio attraverso i fondi europei.

Come dimostra l’interesse di un finanziamento per un progetto di co-housing gestito da persone autistiche e disabili a Marino.

Ad Assisi, a sostegno della candidata rieletta Stefania Proietti

Il nuovo corso del MoVimento passa per i territori

Questo viaggio nei territori sono convinta che abbia dato la opportunità di mettere a disposizione le mie competenze e le mie conoscenze. Con il solo scopo di accompagnare la realizzazione di progetti, di lanciare nuove idee e raccogliere istanze e bisogni.

Sono consapevole che ci sono a oggi tanti Comuni con grandi potenzialità. Luoghi dove però prevalgono illegalità diffusa, mancanza di lavoro e settori economici strategici mal sviluppati e non adeguatamente valorizzati.

Dare il via al nuovo corso del MoVimento 5 Stelle significa anche questo. Conoscere bene i problemi quotidiani dei cittadini e degli enti locali per dare loro risposte, supporto e soluzioni alimentando sempre di più la voglia di rinnovamento e soprattutto di cambiamento.

L’incontro con i cittadini a Castelfidardo (Marche)

 

Servizio offerto da Daniela Rondinelli, deputata al Parlamento europeo, membro non iscritto.
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