Agricoltura e pesca, aiuti per 1,2 miliardi di euro: ce l’abbiamo fatta!

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L’Unione europea ha detto ‘sì’ alla richiesta di aiuti per 1,2 miliardi di euro nel 2022 per l’agricoltura, la pesca, l’allevamento e la silvicoltura. Una ottima notizia. E una vittoria importante per il MoVimento Cinque Stelle che ha chiesto nuovi sostegni al settore, in crisi a causa dell’inflazione e della guerra.

Siamo stati i primi a voler sostenere e proteggere le nostre imprese e lo abbiamo chiesto con forza sia in Italia sia in Europa, accogliendo le preoccupazioni degli operatori del settore per il caro bollette, i prezzi record dei carburanti, dei mangimi e dei fertilizzanti.

Agricoltura e pesca, crisi alimentare e rischio fame

Il conflitto russo-ucraino ha causato un parziale blocco delle catene di approvvigionamento delle materie prime, in modo particolare, per cereali, mais e grano. L’aumento record dei beni energetici costituisce un altro fattore d’instabilità e d’incertezza degli scambi commerciali a livello mondiale.

Il via libera della Commissione europea alla richiesta italiana di aiuti per l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura è dipeso da un contesto europeo e globale eccezionale, in cui, secondo la FAO il numero delle persone esposte alla fame e alla malnutrizione passerà rapidamente da 7 a 13 milioni, coinvolgendo circa 50 Stati tra Africa, Asia e Medio Oriente.

Il pericolo di una crisi alimentare senza precedenti coinvolge anche l’Europa, dove dopo la crisi economico-finanziaria del 2008 e quella pandemica la povertà e le disuguaglianze sono aumentate. Secondo l’Istat, in Italia ci sono 5,6 milioni di persone in povertà. Il 30 per cento dipende dagli aiuti alimentari. Due milioni hanno beneficiato delle risorse europee del FEAR, fondo europeo di aiuti agli indigenti.

L’Unione europea punti subito a rafforzare la sovranità alimentare, lavori rapidamente ai ‘corridoi verdi’ da e per l’Ucraina (vedi l’editoriale), continui a sostenere le imprese dei settori coinvolti dalla crisi alimentare.

Agricoltura e pesca, il quadro temporaneo di crisi

L’attuale situazione europea e globale ha spinto la Commissione europea ad adottare delle misure temporanee di crisi (Temporary Crisis Framework) per consentire agli Stati membri di fornire gli aiuti economici necessari alle imprese, derogando al divieto degli aiuti di Stato. La scelta della Commissione UE dà ai paesi europei maggiore flessibilità economica e fiscale, e ammette provvedimenti a favore dei privati che in tempi normali sarebbero stati considerati vietati.

Queste nuove risorse serviranno a sostenere tutte le aziende dell’agricoltura e della pesca. L’Italia non è la prima a chiedere l’ok della Commissione UE per sostenere economicamente il settore, tra i più colpiti dalla guerra in Ucraina. Prima di noi, ci ha pensato la Polonia per 836 milioni di euro di aiuti.

In base alle regole europee lo Stato italiano può erogare gli aiuti sotto forma di:

  • sovvenzioni dirette alle aziende del settore;
  • agevolazioni fiscali o di pagamento;
  • anticipi rimborsabili e riduzioni o esenzioni dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Le altre misure di aiuto per agricoltura e pesca

Inoltre, la Commissione UE mette a disposizione altri 1,5 miliardi di euro, di cui 50 milioni destinati al settore agricolo nazionale. Nell’ottica di costruire oggi una sovranità alimentare, l’UE ha accolto anche un’altra richiesta italiana: la coltivazione dei terreni a riposo. Una deroga importante agli obblighi previsti dalla PAC che consentirà di sopperire alla scarsità di alcuni prodotti alimentari, grano e mais, dovuta al conflitto; avendo a disposizione un milione di ettari in più per la coltivazione.

 

Servizio offerto da Daniela Rondinelli, deputata al Parlamento europeo, membro non iscritto.
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