Ambiente e alimentazione, l’incontro con i giovani attivisti del WWF

ambiente e alimentazione

Il 17 novembre scorso ho accolto una richiesta di incontro da parte un gruppo di giovani volontari del WWF che aderiscono al progetto europeo Eat4Change. L’obiettivo del progetto è proporre un cambiamento del sistema alimentare a favore della sostenibilità.

Ho ascoltato con attenzione le loro istanze e le loro proposte in merito ai nuovi metodi di promozione di un sistema alimentare che non causi deforestazione, perdita degli ecosistemi naturali e violazione dei diritti umani delle popolazioni locali. Ho inoltre raccolto le loro preoccupazioni sull’impatto che i danni causati dall’uomo alle foreste hanno sulle nostre vite e sul nostro futuro.

È stato un momento di confronto molto stimolante e fruttuoso in cui sono state sviluppate diverse tematiche legate all’agricoltura, all’alimentazione e all’ambiente. Ci siamo concentrati su alcune battaglie portate avanti dal Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo nell’ambito della PAC, Politica Agricola Comune 2021-2027 e della strategia Farm to Fork.

Ho illustrato loro il nostro impegno affinché i fondi europei fossero destinati a chi lavora nel settore agricolo. In particolare ai piccoli e piccolissimi produttori, nel rispetto ferreo delle norme ambientali e del diritto del lavoro.

Con determinazione abbiamo voluto l’introduzione del principio della condizionalità sociale. Vogliamo impedire alle aziende agricole di accedere ai finanziamenti europei nell’ipotesi in cui non rispettino i diritti dei lavoratori. Lo scopo è mettere fine al fenomeno dello sfruttamento, del caporalato e del lavoro nero.

Ambiente e alimentazione, l’importanza della produzione agroalimentare di qualità

Abbiamo dichiarato guerra al Nutriscore perché riteniamo che le informazioni nutrizionali debbano basarsi su dati scientifici indipendenti, sulla quantità di prodotto consumata e sulla reale capacità dei consumatori di comprendere, attraverso un’etichettatura che dovrà riportare il paese di origine di ogni singolo ingrediente, anche quello sintetico.

Questo al fine di tutelare in primo luogo gli individui, bombardati ogni giorno da una quantità elevata di informazioni. Ma soprattutto i prodotti DOP e IGP che rappresentano l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana ed europea intenzionati a rafforzare la filiera corta, più resiliente e vantaggiosa per i piccoli produttori.

Continueremo a lottare contro frodi e imitazioni alimentari e, in particolare, contro il cosiddetto Italian Sounding, per tutelare la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra cultura attraverso le nostre eccellenze a livello internazionale. Un lavoro importantissimo per l’economia italiana, che l’anno scorso, in piena pandemia, ha registrato 46 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari nel mondo.

Ambiente e alimentazione, l’incontro con gli attivisti del WWF: il “no” alla carne sintetica

Ho voluto inoltre mettere in guardia i giovani sul rischio rappresentato dalla produzione di carne sintetica. Contro la quale ho opposto un netto “no”, presentando una recente interrogazione alla Commissione europea. Che come ricorderete ha dato il via libera al finanziamento di due milioni di euro alla Nutreco e alla Mosa Meat, multinazionali olandesi che producono carne in laboratorio da cellule in vitro.

La decisione continua a destare molta preoccupazione tra i consumatori, i produttori agricoli e gli allevatori impegnati nei percorsi di sostenibilità e nella riduzione della CO2. La carne in provetta espone il modello agricolo europeo al rischio che la qualità e la tracciabilità dei prodotti vengano messi all’angolo. La carne sintetica, poi, rischia di provocare un danno economico alle aziende del settore, con la conseguente perdita di posti di lavoro.

Non vi è traccia della produzione della carne sintetica nei testi legislativi presentati dalla Commissione o approvati dal Parlamento. Per questo motivo insisto nel chiedere sulla base di quali studi o valutazioni d’impatto è stato concesso questo finanziamento.

Le sfide del futuro per tutelare ambiente e alimentazione

La sfida più grande sta nella capacità di esportare il nostro modello di sostenibilità, assicurando sempre la reciprocità degli standard ambientali, sociali e sanitari. È fondamentale che si saldi un legame coerente tra la PAC e la strategia Farm to Fork, sulla base di obiettivi chiari, ambiziosi e realistici.

Per proteggere l’ambiente e salvaguardare l’alimentazione sana dobbiamo abbandonare progressivamente ogni forma di sfruttamento intensivo. Raggiungere un’autosufficienza alimentare, basata su un nuovo equilibrio tra l’uomo e il Pianeta.

Gli agricoltori europei dispongono finalmente degli strumenti necessari per investire nella tutela dell’ambiente e della biodiversità. Possiamo difendere il modello agricolo europeo, lavorando sin da ora per perseguire quegli obiettivi ambiziosi che ci siamo prefissati con il Green New Deal.

È importante tenere sempre presente che questi ultimi non possono prescindere in alcun modo dagli agricoltori. I primi veri custodi della Natura. E protagonisti di questa fase di cambiamento, che coinvolgerà e riguarderà le future generazioni.

 

Le opinioni espresse sono di responsabilità esclusiva dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.