Newsletter 46, 9 giugno Insieme con Daniela verso la nuova Europa

Newsletter 46

Newsletter 46 – Ho scelto di aprire l’editoriale del primo numero di giugno, raccontando i retroscena del voto sul cosiddetto Atto a supporto della produzione di munizioni (o Asap), che si è svolto giovedì scorso (1 giugno, ndr) al Parlamento europeo. Nel numero precedente della mia newsletter, ho spiegato che cos’è Asap, anche condividendo le mie perplessità e i miei dubbi sull’opportunità di permettere ai governi nazionali dei 27 Stati membri di utilizzare una parte delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dei fondi di coesione europei per finanziare la produzione di munizioni da destinare all’Ucraina.

Questi gli argomenti che ho approfondito.

  • LA MIA INTERVISTA A RADIO RADIO, “LAVORI IN CORSO”

In questa intervista radiofonica andata in onda il 1 giugno nel corso del programma “Lavori in corso” spiego perché ho votato a favore della procedura accelerata proposta dalla Commissione europea, che ha fatto tanto discutere, in occasione della mini Plenaria del Parlamento europeo del 31 maggio e del 1 giugno 2023. Sono convinta che la polarizzazione del dibattito pubblico e politico sul conflitto russo-ucraino faccia male all’Unione europea e ai cittadini e cittadine, i quali hanno tutto il diritto di capire le scelte del Parlamento europeo. Soprattutto, su un tema tanto complesso quanto delicato

  • UNGHERIA, NO ALLA PRESIDENZA DI TURNO DI VIKTOR ORBÀN!

Durante la Plenaria di Bruxelles, che si è svolta dal 31 maggio al primo giugno abbiamo votato una risoluzione per evitare che l’Ungheria assuma la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea il primo luglio 2024, dopo le prossime elezioni che si terranno dal 6 al 9 giugno 2024. La risoluzione non chiede in modo esplicito che Budapest venga estromessa dalla presidenza di turno dell’UE. Ma esprime dubbi, preoccupazioni e perplessità sull’opportunità politica di affidare un ruolo così importante all’Ungheria; sottoposta a procedura d’infrazione per violazione dello Stato di diritto.

  • INIZIAMO DALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA PER IL LAVORO DEL FUTURO

Il Parlamento europeo ha approvato una importante risoluzione sul rafforzamento del dialogo sociale. Senza il buon funzionamento della contrattazione collettiva, il mercato del lavoro italiano è destinato al collasso. Sono convinta che oltre alla direttiva europea ‘salari minimi adeguati’, che vincola gli Stati membri a rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva, il governo Meloni deve assumersi l’impegno di migliorare le condizioni di lavoro, la qualità dell’occupazione e combattere le crescenti disuguaglianze economiche e sociali del Paese.

  • SALARIO MINIMO, MELONI VI PRENDE IN GIRO. ALTRO CHE FILOSOFIA!

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta al Festival dell’Economia di Trento, criticando ancora una volta il salario minimo e riproponendo la sua ricetta fiscale per il mercato del lavoro e plaudendo al decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei ministri il Primo maggio scorso. La ricetta proposta da Giorgia Meloni e dal suo governo per risolvere i tanti e annosi problemi del mercato del lavoro italiano non mi convince affatto. Resto sempre convinta invece che l’unica via effettivamente efficace per restituire dignità a chi lavora sia il salario minimo.

  • MADE IN ITALY PIÙ FORTE IN EUROPA. IL SOUNDING SARÀ REATO

Il primo giugno scorso, è stato approvato il regolamento europeo sulle indicazioni geografiche di vini, bevande e prodotti agricoli, a cui ho lavorato come componente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale. Tra le principali novità del regolamento c’è la previsione dell’evocazione o Sounding come reato autonomo. Stiamo parlando di una novità molto importante, dal momento che ogni anno perdiamo, come made in Italy, circa 120 miliardi di euro di valore aggiunto.

  • PER IL BENE DELL’AMBIENTE E DELL’AGRICOLTURA: SÌ AL “CARBON FARMING”

Al Parlamento europeo mi sto occupando di un regolamento molto importante per la lotta alla crisi climatica: il Carbon Farming. Una volta entrato in vigore, i settori agricolo e zootecnico, finora esclusi dal cosiddetto sistema di scambio di quote di emissioni di anidride carbonica noto anche come Emission Trading System, ne faranno parte per la prima volta per permettere ai produttori – grandi e piccoli –  di dare il loro contributo alle politiche di adattamento e mitigazione del cambiamento climatico.

  • MIGRANTI, IL FALLIMENTO E I PARADOSSI DELLA STRATEGIA SOVRANISTA. ECCO PERCHÉ

L’8 giugno i Ministri degli Interni dei 27 paesi membri dell’Unione europea si sono riuniti per un Consiglio Affari interni e Giustizia su una delle politiche comunitarie più controverse: la riforma delle regole migratorie nella Ue, in particolare, il Patto migrazioni e asilo che la Commissione vorrebbe chiudere entro il 2024.